“Diventa consapevole di tutti quei luoghi in te dove ci potrebbe essere una contrazione, diventane solo consapevole, ascolta l’ascoltare stesso… e osserva come in questo ascoltare ogni cosa si quieta.

Quando tu che sei coscienza diventi consapevole di te, ogni manifestazione è come se riconoscesse la sua stessa origine e viene a riposare nel silenzio. Tutta l’espressione di te viene a riposare nel silenzio. Lascia adesso che tutte le espressioni di te, i pensieri, le sensazioni, il tuo corpo, vengano a riposare in questa quiete. Tutto il mondo è contenuto in questa quiete del tuo essere, in questo abbraccio silenzioso del tuo essere.

Guarda come questo abbraccio prosegua: attraverso i tuoi occhi questo silenzio abbraccia tutta la manifestazione, tutta la manifestazione è inclusa nell’abbraccio del tuo essere. Questo è il cuore, questo luogo silenzioso, immobile che sta dietro la manifestazione, dietro ogni opposto c’è questo luogo silenzioso. Tu sei questo luogo silenzioso, e questo è l’amore questo spazio neutrale che accoglie ogni cosa, bene-male, positivo-negativo, luce eombra, e ti chiama. Tu ti stai chiamando per riconoscerti e quando ti riconosci tutta la manifestazione ti riconosce.

Questa creazione, questa manifestazione che sorge a partire da questo silenzio è quando questo sorgere accade a partire da un riconoscimento
conscio di ciò che sei, la manifestazione stessa porta il profumo di questo riconoscimento. È una danza senza danzatore che si muove al ritmo del tuo essere. Quando invece la tua attenzione è frammentata, è divisa, è separata allora non riconosci l’armonia della danza.
Il motivo per cui ti spezzi in due per cui ti identifichi con una parte invece che con un’altra, è perché c’è in te ancora un’ignoranza, un senso di paura che esclude.

Quando puoi riposare in questa neutralità la soluzione non è quella della mente, si o no, positivo o negativo… ma è qualcosa che supera la polarità e la include. È una terza via. È una via che nasce da un cuore vuoto, silenzioso. Questa è la trasformazione a cui siamo chiamati, questa è la rivoluzione interiore a cui siamo chiamati. Il vivere a partire da questo riconoscimento la nostra vita quotidiana. Quando ci separiamo in due, quando dividiamo il bene dal male, il positivo dal negativo viviamo in uno stato di tensione, di lotta. Quando superiamo in noi questa divisione, quando incontriamo il dolore di questa divisione o la paura di questa divisione allora quel nostro muoversi è un muoversi che trascende questo dualismo. Ed è figlio di una pace che è un punto di partenza imprescindibile.

Spesso noi cerchiamo la pace come punto di arrivo in una lotta tra bene male, mentre la pace è il punto di partenza che nasce da questo cuore vuoto, da questo silenzio. Quando la pace è il tuo punto di partenza imprescindibile l’azione che nasca da questo riconoscimento di essere il silenzio dietro la manifestazione, è un’azione che porta un profumo di questo silenzio, di questa pace. È un’azione autenticamente pacifica, perché nasce da una neutralità divina. Da un bene senza confronti, senza opposti. Da un amore che non conosce opposti. Questo trascende la logica della mente e del senso di separazione.

Quando sentiamo che qualcosa nel nostro cuore si scandalizza, o si turba, o freme è perché stiamo incontrando quella parte di noi che non abbiamo ancora incluso in questa neutralità e possiamo invece incontrarla in questa neutralità e conoscerla. Diventa un invito. Quando invece ci muoviamo a partire da quel fremito, ci spezziamo in due: buoni e cattivi, abusatori e abusati,2 vincitori e vinti . Tutto è una danza del silenzio che si muove perché tu ti riconosca. Se cogli questo accogli ogni opportunità come una occasione di aprire ancora di più il tuo cuore”.

Shakti Caterina Maggi