Qualunque cosa accada sta solo accadendo.

Rabbia, tristezza, dolore, desiderio di auto affermazione. Ogni cosa.

Chiedi alla vita di essere diverso per sentirti comodo con l’immagine che hai di te. Ad esempio “Sono spirituale, mezzo risvegliato, non dovrei mai sentirmi arrabbiato o triste o cose del genere”.

Questa è la mente che parla. Il suo argomento è sempre: “non dovrebbe accadere, non dovrebbe essere così e così”. MA sta accadendo.

Fortunatamente la vita non sa nulla del modo in cui “dovrebbe” essere. Il punto è che noi cerchiamo di adattare ciò che sta accadendo all’immagine che abbiamo di noi stessi e quando questo non succede non ci sentiamo bene perché percepiamo la scomodità di tale identità.

Ascolto è la vostra vera natura, così come il silenzio è la vostra vera natura. Se non ci sentiamo ascoltati dunque, è perché quel “me” cerca ancora di affermarsi e reclamare la attenzione. Ascolta quindi tutto ciò che è presente, rabbia, tristezza, negatività, disperazione. Nel sentire queste emozione ti sentirai di nuovo connesso, perché quella percezione è il ponte alla manifestazione. La vita è la percezione.

Nel ricollegarsi a ciò che era rifiutato nel sentire, tutto è di nuovo Uno e il senso di separazione e il rifiuto (che è sofferenza stessa) si dissolvono.

Nulla deve essere escluso, quell’inclusione è l’amore stesso.